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Christian Furr e il ritratto della regina Elisabetta II

Christian Furr - Ritrarre la Regina

 

Christian Furr, pittore e ritrattista rappresentato da Bridgeman Images ci racconta della sua esperienza nel dipingere il ritratto di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Tutto iniziò con una telefonata... 

 

Nel 1994, quando Emma ed io ci trasferimmo in un appartamento sopra un ristorante indiano, 'The Red Rose' a Surbiton, ricevetti una chiamata dal direttore generale della Royal Overseas League, Robert Newell. 

"Sei seduto?" mi chiese. "La regina vorrebbe che tu le facessi il ritratto". Ricordo di aver risposto alla chiamata. Fu uno shock. 
 

La Royal Over-Seas League è un'organizzazione che fa parte del Commonwealth e, una volta all'anno, organizzava una mostra  aperta ai giovani artisti. Ad una di quelle edizioni presentai 'Acedia', un dipinto che ritrae un ragazzo che indossa una giacca rossa e tiene in mano una scopa. Alla mostra era presente la principessa Alexandria che incontrai e con la quale chiacchierai. Il fatto che questo dipinto fosse esposto portò ad una commissione per ritrarre il presidente della Over-Seas League ed ex direttore di Air India, Maneck Dalal. 

La regina aveva ricevuto una rosa di artisti tra cui scegliere, aveva visto il mio ritratto di Maneck Dalal nel suo giardino e le era piaciuto. Fu lei in persona a scegliermi per dipingere il suo ritratto.

 

 

Christian Furr Painting the Queen Elizabeth II (photo) / Private Collection / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
Christian Furr Painting the Queen Elizabeth II (photo) / Private Collection / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images

 

Era il 1995, l'anno in cui i Pulp pubblicavano Common People e l'album Different Class; il britpop stava esplodendo. Io avevo ventotto anni.
 

Nei giorni precedenti andai a palazzo per incontrare il sarto della regina e esaminai tutti i possibili abiti. Volevo che la Regina indossasse i colori nazionali, rosso, blu e bianco, e così scelsi l'abito dell'Ordine della Stella e della Giarrettiera, che pensavo la rappresentasse sia come persona, sia come icona.

 

Deatils of HM Queen Elizabeth II portrait showing the decorations she is wearing: Order of the star , 1995 (oil on canvas), Furr, Christian (b.1966) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
Deatils of HM Queen Elizabeth II portrait showing the decorations she is wearing: Order of the Star, 1995 (oil on canvas) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman ImagesDetails

 

Il giorno della prima seduta, andai a Buckingham Palace nel mio maggiolino rosso con il bagagliaio pieno di pennelli. Quando dissi alle guardie perché ero lì, scoppiarono a ridere.


Volevo dipingere la regina abbastanza da vicino; tanti altri ritratti, compresi quelli di Annigoni, erano stati piuttosto distanti e formali. 

 

Christian Furr Painting the Queen Elizabeth II in the yellow drawing room of Buckingham Palace, London, UK, March 1995 (photo) / Private Collection / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
Christian Furr Painting Queen Elizabeth II in the yellow drawing-room of Buckingham Palace, London, UK, March 1995 (photo) / Private Collection / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
 


 

Il giorno della prima seduta, andai a Buckingham Palace nel mio maggiolino rosso con il bagagliaio pieno di pennelli. Quando dissi alle guardie perché ero lì, scoppiarono a ridere.
Volevo dipingere la regina abbastanza da vicino; tanti altri ritratti, compresi quelli di Annigoni, erano stati piuttosto distanti e formali. 

 

Detail of the portrait of Queen Elisabeth II by Christian Furr showing the diamond ‘Girls of Great Britain and Ireland’ Tiara, a gift to the future Queen Mary in 1893. @ Christian Furr / Bridgeman Images
Detail of the portrait of Queen Elizabeth II by Christian Furr showing the diamond ‘Girls of Great Britain and Ireland’ Tiara, a gift to the future Queen Mary in 1893. @ Christian Furr / Bridgeman Images

 

Quando la regina entrò nel salotto giallo aveva con sé una coperta e la mise al lato della sua sedia. Mi chiese se mi dispiacesse. La inclusi nel ritratto perché sentii che mostrava un elemento di vulnerabilità. Sarebbe potuta diventare un'esperienza stressante, specialmente all'inizio della mia carriera, ma lei mi mise completamente a mio agio e penso che questo aspetto si percepisca dal dipinto.

 

Detail of the queen's blanket, photo by Christian Furr @ Christian Furr / Bridgeman Images
Detail of the Queen's blanket, photo by Christian Furr @ Christian Furr / Bridgeman Images
Detail of the Queen's blanket, painting by Christian Furr @ Christian Furr / Bridgeman Images
Detail of the Queen's blanket, painting by Christian Furr @ Christian Furr / Bridgeman Images

 

Feci due sedute e la regina fu loquace, vivace ed estremamente affascinante. Aveva una buona memoria che le permetteva di ricordare persone che aveva incontrato durante le sue passeggiate anni prima. Mi chiese quali quadri mi piacessero. All'epoca mi ispiravo a Gainsborough e a Reynolds. "Penso che ne abbiamo alcuni di quelli", mi disse. Aveva un senso dell'umorismo che spero di aver saputo trasmettere nel ritratto. Era anche animata e le piaceva la musica che proveniva dall'esterno durante il cambio della guardia.


Ricordo che parlammo di altri ritratti della regina che le erano stati fatti, compreso quello di Annigoni del 1954. Nella mia ingenuità, le dissi che in quell’opera mi sembrava un po' altezzosa e lei mi spiegò il motivo. Per il mio ritratto, stavo chiedendo alla regina di guardare fuori dalla finestra. Mi disse che Annigoni le aveva fatto la stessa richiesta, ma poiché si trovavano al piano terra, tutto quello che riusciva a vedere era un muro esterno, così finì per assumere quella posa nello sforzo vedere cosa ci fosse sopra al muro.
 

 

Detail of the portrait of HM Queen Elizabeth II, 1995 (oil on canvas) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
Detail of the portrait of HM Queen Elizabeth II, 1995 (oil on canvas) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images

 

Questa storia è un buon esempio di un aspetto del temperamento della regina; è imperturbabile. Non sono sicuro che sia la parola giusta, ma penso che sia una descrizione appropriata del suo carattere. È un altro modo per dire che è stoica.  


Penso che dopo la morte della principessa Diana, la regina sia stata messa sotto tiro dai media per non aver apparentemente soddisfatto le aspettative del pubblico che voleva un qualche tipo di dimostrazione emotiva. Ma questa necessità è un fenomeno recente. La regina è cresciuta nell’epoca del "far buon viso a cattivo gioco" e, andando ancora più indietro nel tempo, qualsiasi manifestazione di emozioni era espressamente proibita ai saggi dello stoicismo nel III secolo a.C. Credo di aver colto qualcosa dell'emozione della regina nel mio ritratto. Sorride leggermente in modo enigmatico. Alla fine della seconda seduta, mi chiese se avevo bisogno di altre sedute e se avevo preso tutto quello che mi serviva. Che gentilezza!
 

 

HM Queen Elizabeth II, 1995 (oil on canvas) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images
HM Queen Elizabeth II, 1995 (oil on canvas) / The Royal Overseas League Headquarters, Park Place, London / © Christian Furr. All rights reserved 2022 / Bridgeman Images

 

Finii il dipinto in quello che all’epoca era il mio  studio di Hackney Wick. Mi ci vollero due o tre mesi e ricordo che mi sentivo sotto pressione, da me stesso, per ottenere la giusta somiglianza. Sapevo che sarei stato giudicato. La regina è una delle persone più riconoscibili al mondo e ogni pennellata era importante. Sir Kenneth Scott, il segretario privato della Regina, venne a vederlo e mi fece molto piacere ricevere una bella lettera da parte sua. So che il Duca di Edimburgo aveva una stampa del quadro perché gliela consegnai all'Arts Club a nome dell'Eccentric Club, un ente di beneficenza di cui è stato mecenate nel 2010.
 

Per quanto riguarda i ritratti, credo nell'evocazione di un'immagine che "predice fisicamente e moralmente l'intero futuro del soggetto". Un ritratto dovrebbe rappresentare il passato, il presente e il futuro del soggetto. Sono interessato al concetto di "eternalismo blocco dell’universo".

 

Con ogni ritratto, mi propongo di catturare la realtà o "essenza" o "aura" dell'anima nella pittura, cristallizzandola per secoli.


Il ritratto di una persona  è il suo appuntamento con il destino.


Il processo di farsi dipingere induce a ponderare la propria vita in quel momento piuttosto che ad attraversarla frettolosamente.
 

 -Christian Furr 2022

 

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