10 Miti e Leggende metropolitane

 

The Whitechapel Murders

Non tutti sanno che gli omicidi di Whitechapels sono gli stessi eseguiti nel 1888 dal celeberrimo Jack lo Squartatore. La sua storia, famosa anche grazie alla suggestiva interpretazione della star Johnny Depp nei panni dell’investigatore Federick Abberline in From Hell (La vera storia di Jack lo Squartatore) del 2001, risulta essere da sempre uno degli esempi più inquietanti di leggenda metropolitana nella storia Londinese. 

Jack the Ripper: Revolting and Mysterious Murder of a Woman - Buck's Row, Whitechapel (engraving), English School, (19th century) / Private Collection / Look and Learn / Peter Jackson Collection / Bridgeman Images


La storia racconta di numerose indagini condotte dalle autorità, ma l’assassino non venne mai rintracciato, lasciando inequivocabilmente l'intera vicenda avvolta nel mistero. Parte della sua notorietà deriva specialmente dalla cruenta natura dei suoi omicidi: ciascuna delle vittime risulterebbe essere una prostituta di Whitechapel, uno dei peggiori sobborghi della Londra vittoriana. Non essendoci mai stato alcun effettivo collegamento tra le varie aggressioni, col passare del tempo, il pubblico cominciò ad individuare autonomamente gli omicidi commessi dal criminale, a causa della natura drastica delle uccisioni: 'The Canonical five' è il nome dato alle cinque vittime di Jack, sebbene gli siano stati attribuiti altri omicidi, diversamente eseguiti, nello stesso periodo.

 

Bloody Mary

 

Dalla figura di 'Bloody Mary', meglio conosciuta come Maria la Sanguinaria, nasce una tra le più famose leggenda metropolitane nel Regno Unito. Figlia di Caterina d’Aragona e del re Enrico VIII d’Inghilterra, la leggenda narra che lo spirito della Regina Maria I appaia qualora un individuo guardi il proprio riflesso in uno specchio, posto all’interno di una stanza buia, esclamando il suo nome tre volte. Secondo la leggenda, l'apparizione spettrale può assumere una varietà di forme tra cui scheletri, streghe, cadaveri o spiriti. Attenzione a non provocarla in merito ai suoi numerosi aborti spontanei e false gravidanze: pena l’esportazione dei bulbi oculari oltre che la morte!

Queen Mary I (1516-58) of England (oil on panel), Mor, Anthonis van Dashorst (Antonio Moro) (c.1519-1576/77) (after) / Château de Versailles, France / Bridgeman Images

Esiste una precedente versione di questa leggenda che risulterebbe essere meno macabra rispetto all’attuale: si invitavano le giovani ragazze a camminare su per una rampa di scale all'indietro, in una casa scarsamente illuminata, mentre brandivano uno specchio: se fatto correttamente, la donna avrebbe avuto l’opportunità di scoprire il volto del suo futuro marito oppure di scorgere riflesso nello specchio un teschio, indicando presagio di morte prima del suo futuro matrimonio.

 

The Black Dog

 

Come citato nella Vox in Rama, edita da Papa Grergorio IX nel 1232 riguardante alcune attività svolte all’interno di una specifica setta satanica del tempo, il gatto nero è storicamente associato alla figura del diavolo. Purtroppo anche il cane, da sempre fedele amico dell’uomo, si trova ad essere al centro di una tra le leggende meno note che popolano le isole britanniche.

Ghost dog, Howat, Andrew (20th Century) / Private Collection / © Look and Learn / Bridgeman Images

 

Nel corso della storia numerosi sono stati gli avvistamenti di alcuni “Cani Neri”, di cui i primi avvenuti intorno al 1127. Solitamente dal temperamento aggressivo, gli incontri con questi animali fantasma sono di breve durata e in zone rurali isolate, vecchi percorsi, i siti di esecuzioni pubbliche medievali. Secondo la leggenda, l’apparizione dell’animale, indica un imminente pericolo di morte per lo sfortunato viandante che incrocia la bestia sul proprio cammino. Dall’aspetto inconfondibile, Black Shuck è il nome dato a un rinomato Cane Nero: si dice che abbia un singolo, rosso occhio incandescente e sia di dimensioni innaturalmente grandi.

 

The Loch Ness Monster

 

Una delle leggende metropolitane più famose al mondo inizia con una fotografia scattata nel 1933, nei presso di un lago della Scozia: parliamo di Nessie, meglio conosciuto come il Mostro di Loch Ness. Sebbene la presenza di questa creatura nel lago sia ritenuta dagli esperti altamente improbabile, alcune persone sono tutt’ora convinte della sua esistenza. Il primo avvistamento risale intorno alla metá del 500 d.C.: Admnano di Iona, descrisse l’incontro di un monaco irlandese con la famigerata creatura in una sua opera intitolata Vita Sancti Columbae.

Loch Ness Monster, said to be the head & neck of “Nessie.” 1934, Robert K. Wilson, in Loch Ness, Scotland. Featured in the 1976 film, “Mysterious Monsters.” / Everett Collection

 

Secoli dopo, la famosa fotografia scattata da Robert Kenneth Wilson nel 1933, soprannominata la "foto del chirurgo", fece il giro del mondo. Rivelatasi successivamente un falso, numerosi sono stati i tentativi di appoggiare la veridicità di tale leggenda. A parte alcune fotografie granulose che mostrano una piccola testa di dinosauro che spunta dal lago su un lungo collo (a volte immortalando una "gobba", ritenuto il corpo della creatura) e alcuni piccoli videoclip non ci sono poche prove a sostegno di questo fenomeno, eppure, la cultura popolare non sembra facilmente rinunciare alla storia del noto mostro nel lago.

 

The Curse of the Pharaohs
 

Quando la camera mortuaria di Tutankhamun venne aperta nel febbraio 1923, Howard Carter e Lord Carnavron diedero inizio a una nuova era nel campo dell'egittologia. La tomba di Tutankhamun era unica per diverse ragioni: non assomigliava a una tipica tomba del faraone, era troppo piccola e non abbastanza decorata. L'unica camera finemente affrescata era quella che conteneva il suo sarcofago. Due dei suoi quattro santuari erano ancora sigillati e la sua tomba non era stata mai aperta sin dai tempi dell'antichità, il che la rese ancor piú unica. Cosa poteva esserci di meglio? Niente. Difatti le cose iniziarono a prendere una brutta piega...

The archaeologists and Egyptian government officials at the examination of Tutankhamun's mummy (b/w photo) / The Illustrated London News Picture Library, London, UK / Bridgeman Images

 

Nell'aprile 1923, Lord Carnavron morì di malaria, contratta durante la spedizione in Egitto. Iniziarono dunque a circolare voci in merito a un’orrenda maledizione che avrebbe colpito inaspettatamente tutti coloro che parteciparono alla ricerca e alla scoperta, come castigo della violazione del luogo di sepoltura del sovrano. Iniziarono inoltre a diffondersi ulteriori notizie relative ai decessi degli altri membri che parteciparono alla campagna di spedizione, rivelatesi successivamente non connesse in alcun modo a questo preciso evento.  In merito alla questione, venne difatti accesa una vera e propria campagna denigratoria, causata dalle poche notizie che trapelarono negli anni sullo straordinario rinvenimento, causata a sua volta dell’esclusiva editoriale data al Times di Londra dallo stesso Lord Carnarvon. In realtà, era comune al tempo degli egizi che i sacerdoti avessero il compito di "maledire" alcuni sepolcri, difendendoli da aspiranti tombaroli come indicato nei geroglifici - ma la tomba di Tutankhamun non era tra queste.

 
 
Spring-Heeled Jack
 

In Inghilterra “Jack” sembrerebbe essere un nome piuttosto comune per identificare soggetti poco raccomandabili...

Ambientata nella Londra vittoriana, oltre alle inquietanti vicende che vedono protagonista l’arcinoto Jack lo Squartatore, un’altra leggenda metropolitana prende vita da un secondo “Jack”. Sicuramente meno nota, la storia di Jack dai tacchi a molla, o anche detto “il Saltatore”, soprannominato cosÌ a causa del suo strano modo di fuggire, venne prontamente dimenticatoa una volta che i suoi omicidi cessarono di aver luogo. 

 
 
Spring-heeled Jack, the terror of London. / British Library, London, UK / © British Library Board. All Rights Reserved / Bridgeman Images

 

Il primo evento risale al 1897, dopo diversi avvistamenti durante un tentativo di aggressione nei riguardi di una giovane donna, per poi fuggire compiendo "un grande balzo". Attacchi e omicidi diventarono sempre più frequenti, seminando il panico nella città. In termini di aspetto fisico, le descrizioni variarono da testimone a testimone. Alcuni lo descrissero come un gentiluomo, ma la maggior parte vide una creatura diabolica, non dissimile da un uomo, dotata di occhi ardenti, artigli metallici presumibilmente artificiali, un lungo mantello nero e un copricapo dello stesso colore. Originariamente incrociato nella periferia di Londra, gli avvistamenti si verificarono successivamente in tutto il Regno Unito, in particolare nelle Midlands e in Scozia. Nel 1910 le apparizioni cominciarono a svanire e la sua leggenda si fece strada all’interno della cultura popolare, in parte causata dal suo aspetto insolito.

 

The Yeti

 

Come scordarsi del mitico "Yeti"?. Noto anche come "Sasquatch" o “Abominevole uomo delle nevi” si presume essere un'entità dalle fattezze di scimmia, le cui varianti sono state avvistate in una selezione di aree desolate della Terra - in particolare nelle montagne tibetane innevate e in profondi boschi americani.

Spring-heeled Jack, the terror of London. / British Library, London, UK / © British Library Board. All Rights Reserved / Bridgeman Images

 

Sasquatch è stato raffigurato non diversamente da un gorilla eretto, ma molto più grande e con una statura più simile a un essere umano. Lo Yeti viene solitamente associato ai colori del  bianco o del grigio e come sede della sua dimora la regione himalayana tra Nepal, Bhutan e Tibet. Gli avvistamenti risalgono al periodo pre-ottocentesco, fino agli anni '80 del ‘900. La sua esistenza viene solitamente definita leggenda in quanto vi sono così poche prove a supporto.

 

Alligators in the Sewers

 

Il mito degli "Alligatori nelle fognature" é una credenza nata da una vicenda avvenuta nella cittá di NY intorno agli anni '50. In particolare la leggenda tratta di una strana combinazione tra un feroce animale come l’alligatore e un suo presunto "nuovo habitat": le fognature della gloriosa metropoli. Tuttavia, questo mito è persistito nel tempo probabilmente a causa della sua vicinanza alla vita quotidiana di tutti coloro che lavorano e vivono a New York.

Men working in the W. 129th Street sewer, New York, c.1911 (b/w photo), Hassler, William Davis (1877-1921) / Collection of the New-York Historical Society, USA / Bridgeman Images
 

La storia inizia alla fine degli anni '50, quando alcune famiglie benestanti appena rientrate della calda Florida, avevano portato con se alligatori vivi, come nuovi ed esotici animali domestici. Dopo aver capito che questi piccoli rettili diventavano con il tempo sempre più grandi e aggressivi - non proprio come i gatti a cui siamo solitamente abituati - i loro padroni ebbero l’idea di scaricare i loro piccoli nei propri bagni di casa: un biglietto di sola andata per per le fogne della cittá. Qui prosperano e si riprodussero, assicurando occasionali avvistamenti da parte degli abitanti di New York. 

 

Will-o-the Whisp

 

Il Will-o-the Whisp, in italiano "fuoco fatuo", è il nome usato per indicare una serie di apparizioni luminose osservate in prossimità di desolate campagne in tutto il Regno Unito, Paesi Bassi e Germania, spesso attribuite all'esistenza di fate maligne o fuorvianti oppure all’esistenza di anime in pena che vagano sulla terra in cerca della redenzione. Sono stati osservati frequentemente in bilico su paludi, laghi, paludi o nei cimiteri.

 
Will-o-the-Whisp (w/c on paper), Bell, Robert Anning (1863-1933) / Private Collection / Photo © Peter Nahum at The Leicester Galleries, London / Bridgeman Images

 

Si dice che queste apparizioni inducono i viaggiatori notturni fuori strada, verso luoghi bui e isolati e condotti successivamente alla morte. I Wisp sono anche conosciuti come Ghost Lights: nelle versioni americane e asiatiche della stessa storia, i viaggiatori che vengono portati fuori strada trasformandosi successivamente in demoni, diavoli o spiriti. Si dice che il personaggio della fata dispettosa abbia ispirato il Puck nell’opera teatrale Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.

 

The Pied Piper

 

La versione originale della famosa storia “Il pifferaio magico” non ha esattamente lo stesso lieto fine che tutti noi conosciamo. Il racconto ha origini antiche: risale circa al VIII secolo, probabilmente connesso alla peste che in quel periodo si stava propagando in Germania e tratta da un episodio realmente accaduto: la scomparsa di 130 bambini. 

The Pied Piper and the Children, (pen and black ink and watercolour, laid on card), Rackham, Arthur (1867-1939) / Private Collection / Photo © Christie’s Images / Bridgeman Images

 

La storia inizia nella piccola cittadina di Hemelin nel 1284. Un uomo con un piffero si presenta in città e propone di disinfestarla dai topi, un problema che da tempo affligge questo luogo. Concordata una ricompensa con gli abitanti, il pifferaio inizia a suonare una splendida melodia e i ratti, incantati dalla musica, lo seguono fino alle sponde del fiume Wesper dove annegano. Felicemente incredulo dell’accaduto, il popolo di Hameline decide di non pagare il pifferaio. Non ottenendo nulla in cambio del suo lavoro, brama vendetta: quella stessa notte, il pifferaio inizia a suonare il magico strumento, incantando tutti i bambini della città mentre i genitori dormono. Nessun bambino scampa all'incantesimo del pifferaio e tutti, rinchiusi successivamente in una grotta, muoiono di stenti.

 

 

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