Carlos Cruz-Diez

Bridgeman Images è lieta di rappresentare l’Estate di Carlos Cruz-Diez (1923 -2019).

Acclamato artista venezuelano, Carlos Cruz - Diez è stato membro del movimento Op Art. L’energia cinetica del colore è al centro di tutta la sua produzione, e la Op Art "un movimento che rappresenta continuamente le instabilità della realtà". Durante la sua carriera, Carlos Cruz-Diez ha usato usato il colore sperimentando varie tecniche, fino all’incontro con il computer all’età di 80 anni. Oggi è uno degli artisti più influenti e innovativi del XX secolo, e la sua ricerca sul colore continua ad essere trasmessa alle giovani generazioni attraverso i programmi educativi della Cruz-Diez Art Foundation. Le sue opere sono state esposte al MoMa, al San Francisco Museum of Modern Art, al Museum of Latin American Art, al Museo de Bellas Artes di Caracas e altri, così come in gallerie indipendenti in tutto il mondo.

 

Il nostro Artist Manager ha avuto il piacere di poter intervistare Adriana Cruz Delgado, figlia di Carlos Cruz-Diez e presidente della Cruz-Diez Art Foundation (2021). Vi proponiamo l’intervista per presentare la collezione di immagini gestita insieme al copyright dell’artista da Bridgeman Images.

 
immagine di Carlos Cruz-Diez nella Ambientación de Color Aditivo, Simón Bolívar International Airport, Maiquetía, Venezuela, 1974 / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez nella Ambientación de Color Aditivo, Simón Bolívar International Airport, Maiquetía, Venezuela, 1974 / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

1. Carlos Cruz-Diez si è formato alla Scuola di Belle Arti di Caracas e ha iniziato come pittore del realismo socialista, con estrema attenzione attenzione alle condizioni politiche della classe operaia. Cosa lo ha portato poi alla sperimentazione sul colore e la luce?

 

Aveva quasi 17 anni quando suo padre lo iscrisse alla Scuola di Belle Arti di Caracas, in Venezuela, ma lo avvertì che era una professione seria e di grande responsabilità. Lì ricevette una formazione accademica, e un messaggio fondamentale: gli artisti sono testimoni del loro tempo. Avendo a cuore la situazione del proprio paese, pensò che fosse suo dovere dipingere ciò che vedeva intorno a lui, la povertà e il disagio sociale, come uno sforzo per aumentare la consapevolezza e influenzare il cambiamento sociale. Presto soggiunse la disillusione: vendeva le sue opere piuttosto bene ma non c'era meno povertà intorno a lui, non c'era un vero cambiamento.

 

Così decise di esplorare nuove idee e si concentrò su ciò che amava veramente della pittura, ovvero il colore. Tra tutti gli aspetti dell'arte che poteva esplorare, decise di concentrarsi sul colore. Così studiò tutto quello che poteva - filosofico, fisico, artistico e anche teorico, e scoprì che poteva contribuire a qualcosa di nuovo. Questo lo portò in Europa, dove scoprì altre idee rivoluzionarie e fu incoraggiato a proseguire nella sua esplorazione del colore come realtà a sé stante.

 
 
Carlos Cruz-Diez e la sua Physichromobile DAF durante l'asta "Cinq voitures personnalisées par cinq artistes contemporains", organizzata dalla Fondation Salomon de Rothschild, Parigi, 1967 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez e la sua Physichromobile DAF durante l'asta "Cinq voitures personnalisées par cinq artistes contemporains", organizzata dalla Fondation Salomon de Rothschild, Parigi, 1967 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

2. Come ha influito il suo trasferimento a Parigi nella pratica artistica?

Giunto in Europa, si stabilì prima in Spagna nel 1955. Tornò per un periodo a Caracas prima di stabilirsi definitivamente a Parigi nel 1960. Quando arrivò per la prima volta in Spagna ebbe l'opportunità di visitare i musei e di incontrare finalmente le opere che aveva visto e studiato solo nei libri, tristemente in bianco e nero. In un certo senso, questo primo viaggio fu una riscoperta della storia dell'arte. Quando visitò il Prado e vide le Meninas, fu una rivelazione. Il pittore Velasquez era dentro il suo quadro e sembrava guardare lo spettatore. Era chiaramente un concetto nuovo. Così arrivò alla conclusione che gli artisti famosi nei musei erano lì non solo perché erano buoni pittori ma perché avevano contribuito a qualcosa di nuovo nella storia dell'arte. Eureka! Come artista doveva inventare qualcosa di nuovo, un nuovo concetto, un nuovo linguaggio artistico per le sue opere.

 
ritratto di Carlos Cruz-Diez con le sue opere Construcción en Negro-Blanco-Rojo e Construcción en el Espacio, laboratorio del quartiere Las Mercedes, Caracas, Venezuela, 1958 (foto) / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez con le sue opere Construcción en Negro-Blanco-Rojo e Construcción en el Espacio, laboratorio del quartiere Las Mercedes, Caracas, Venezuela, 1958 (foto) / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

A Parigi, dopo aver visitato la mostra “Le Mouvement” alla galleria Denise René nel 1955, si sentì ulteriormente incoraggiato a proseguire in questa direzione. Tutti gli artisti internazionali che confluivano in questa città in quel momento erano, come lui, interessati a trovare nuovi modi di fare arte. Tornato a Caracas, continuò il suo lavoro e sviluppò la sua teoria sul colore che, alla fine degli anni '50, fu la base di tutto il suo discorso artistico. Direi che il suo trasferimento a Parigi è servito come conferma che era sulla strada giusta ma che aveva bisogno di immergersi più a fondo, di confrontarsi ed esporre il suo lavoro in un ambiente internazionale.

 
Couleur Additive Frankfurt C, 2008 (cromografia su carta), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Cruz-Diez Art Foundation, Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / © Cruz-Diez Art Foundation / Bridgeman Images
Couleur Additive Frankfurt C, 2008 (cromografia su carta), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Cruz-Diez Art Foundation, Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / © Cruz-Diez Art Foundation / Bridgeman Images

 

3. Qual era il suo momento preferito della giornata per stare in studio?

Per mio padre lo studio e la casa erano la stessa cosa. Per lui, l’artista deve vivere nell'arte, quindi non c'era davvero un momento della giornata per essere creativo o un momento per non esserlo. Voleva essere sia un artista che un padre di famiglia, senza dover privilegiare o sacrificare nessuno dei due. Non metteva alcuna distanza tra questi due mondi, e come felice risultato di questo, ancora oggi, la sua famiglia è profondamente coinvolta nel suo lavoro e ora nella sua eredità.

 

Physichromie 1619, 2009 (cromografia su alluminio, inserti di plastica), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Centre de Documentation, Atelier Cruz-Diez Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / Bridgeman Images
Physichromie 1619, 2009 (cromografia su alluminio, inserti di plastica), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Centre de Documentation, Atelier Cruz-Diez Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / Bridgeman Images

 

4. Dal 1959 al 2010, Cruz-Diez ha prodotto centinaia di Physichromies in diverse dimensioni, forme e colori. Questi lavori possono essere considerati qualcosa a metà tra un dipinto e una scultura, ed sono il prodotto fondamentale della riflessione di Cruz-Diez sul colore. Qual è la tua opera preferita all’interno di questa serie?

A differenza di altri artisti che lavorano su serie o il cui lavoro è distinguibile in periodi, mio padre ha seguito otto linee di ricerca che ha sviluppato simultaneamente durante tutta  la sua carriera. Dopo il 1959, il punto di svolta, ha continuato a costruire e arricchire ognuna di queste linee di ricerca, introducendo nuovi materiali, nuove tecnologie o semplicemente proponendo nuove idee fino alla sua scomparsa. Per lui, la ricerca nel suo complesso era rappresentata da otto modi diversi di manipolare il colore e il suo comportamento, trovando sempre qualcosa di nuovo. Le Physichromies sono una di queste linee di ricerca. Si parla di questi manufatti come "strutture" perché in effetti sono un incrocio tra un dipinto e una scultura, e come in quest'ultima è richiesto il movimento dello spettatore. Solo con il movimento dello spettatore infatti è possibile cogliere l’espressione dei veri colori di ciascuna opera, letteralmente.

 
Environnement Chromointerférent translucide, Parigi 1974-2009 (proiezione, software), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Cruz-Diez Art Foundation / Acquisizione del Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, Danimarca nel 2018 / Bridgeman Images
Environnement Chromointerférent translucide, Parigi 1974-2009 (proiezione, software), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Cruz-Diez Art Foundation / Acquisizione del Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, Danimarca nel 2018 / Bridgeman Images

 

Questo ibrido tra dipinto e scultura è la sua risposta all'esplorzaione dei limiti della bidimensionalità, i limiti classici della pittura - costantemente messi in discussione da mio padre e da molti altri artisti che cercavano di rompere con la forma classica ed esplorare altre possibilità di elaborare un dipinto. Era una spinta verso una certa tridimensionalità: per creare un'atmosfera colorata davanti al quadro, includeva quelle che sono state chiamate "trappole per la luce". Per questo si riferiva a queste opere non come a una tela ma come a un supporto per i fenomeni cromatici. Non il racconto di qualcosa che è già accaduto ma qualcosa che sta accadendo nel tempo presente. Sono molti quelli che potrebbero essere le mie opere preferite, poiché le amo quasi tutte moltissimo; ma se dovessi sceglierne una, sarebbe tra quelle della mia collezione privata, perché l'armonia dei colori è quella che mi tocca di più. La particolarità dei lavori di mio padre è che si crea una profonda relazione emotiva con essi, perché il mondo del colore è interamente soggettivo.

 
Cromosatura, 1965-2017 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Museo Würth/Rafael Lafuente / Bridgeman Images
Cromosatura, 1965-2017 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Museo Würth / Rafael Lafuente / Bridgeman Images

 

5. Cruz-Diez ha considerato Chromosaturation come la sintesi della sua vasta ricerca sul colore. Può spiegare il metodo e la filosofia di questa serie?

Come ho detto prima, ognuna delle otto linee di ricerca che mio padre ha sviluppato nel corso della sua carriera - Couleur Additive, Physichromie, Induction Chromatique, Chromointerférence, Transchromie, Chromosaturation, Chromoscope, e Couleur à l'Espace - si occupa di una particolare condizione del colore. Ogni serie ha un modo particolare di mostrare il colore nella realizzazione. Ma, in definitiva, l'intenzione dietro tutte le serie sarebbe quella di liberare il colore dalla forma.

 
Carlos Cruz-Diez nel suo studio, Parigi, Francia, 1964 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez nel suo studio, Parigi, Francia, 1964 (foto), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

Come dici tu, la Chromosaturation può essere considerata una sintesi del suo lavoro nel senso che permette di sperimentare il colore oltre i confini di una forma predefinita. Essere in grado di camminare attraverso camere colorate è quanto di più vicino a questo concetto. Mentre c'è sempre un supporto (muri, luci, ecc.), lo scopo di Chromosaturation è quello di sperimentare il colore senza gli ingombri di aneddoti, riferimenti, simboli, presenti o futuri. Ma come una realtà presente che si evolve nel tempo e nello spazio, dove tutti noi possiamo averne un'esperienza molto personale.

 

Couleur Additive 46, Parigi, 1973 (acrilico su legno), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Documentation Centre, Atelier Cruz-Diez Paris, France / © Atelier Cruz-Diez, Paris / Bridgeman Images
Couleur Additive 46, Parigi, 1973 (acrilico su legno), Carlos Cruz-Diez (b.1923-2019) / Documentation Centre, Atelier Cruz-Diez Paris, France / © Atelier Cruz-Diez, Paris / Bridgeman Images

6. Nel 1969, la città di Parigi ha invitato Cruz-Diez a esporre una Cromosaturazione dove voleva. Ha scelto la metropolitana di Place de l'Odéon nel Quartiere Latino, perché ha scelto questo luogo?

Anche se a un certo punto ha abbandonato il suo lavoro come pittore del realismo socialista, mio padre è sempre stato profondamente interessato alla città come soggetto e alle nostre interazioni con essa. Questo è sempre stato un argomento di interesse per lui e, anche se non era in grado di cambiare completamente la nostra realtà, poteva portare l’arte più vicina a noi tutti. Dalla fine degli anni '50, ha applicato la sua ricerca sul colore agli spazi urbani producendo opere d'arte partecipative su larga scala che introducono nuovi stimoli visivi nel paesaggio urbano. Concepite come un invito, forse un dialogo, queste opere confermano che l'arte non è qualcosa di irraggiungibile, qualcosa di riservato solo agli spazi dei musei o delle gallerie; in particolare per Cruz-Diez, concentrato com'era sul colore e sulla sua esperienza, mettere le opere in strada era un modo di invitare il pubblico a sperimentare l’arte. Quindi, per rispondere alla tua domanda, la strada (in generale) era uno dei suoi luoghi preferiti e non mi sorprenderebbe se avesse scelto il Carrefour de l'Odéon per una semplice ragione: è un incrocio, e molte persone lo attraversano. Era una location fantastica in questo senso perché vi si scontrano diversi tipi di persone… studenti, impiegati, famiglie, bambini ecc., tutte persone che poteva sorprendere e invitare a scoprire qualcosa di nuovo, a vedere la propria città in modo diverso.

 
 
Carlos Cruz-Diez nel suo studio di design "La Boucherie", 23 rue Pierre Sémard, Parigi, 1970 circa (foto b/n) / Centro di Documentazione, Atelier Cruz-Diez Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez nel suo studio di design "La Boucherie", 23 rue Pierre Sémard, Parigi, 1970 circa (foto b/n) / Centro di Documentazione, Atelier Cruz-Diez Parigi, Francia / © Atelier Cruz-Diez, Parigi / Bridgeman Images

7. Qual è, secondo lei, il lavoro più importante dell’artista nella sua carriera lunga quasi settant'anni?

 

Dovrei dire che le sue opere più importanti sono quelle architettoniche, poiché queste sono state l'opportunità per l’artista di lavorare su una scala diversa e di applicare la ricerca artistica in una realtà funzionale e permanente. L’importanza di queste opere si basa sulla loro diversità, quindi è estremamente difficile individuarne una sola. L'Ambientación Cromática presso la Simón Bolívar Power Plant a Guri, Venezuela, è solo un esempio della sua capacità e del suo desiderio di portare arte e colore negli spazi quotidiani, ma anche di trovare soluzioni pratiche ed estetiche alla funzionalità e allo scopo dell'edificio. Lo stesso si potrebbe dire per le pareti e il pavimento di Couleur Additive all'aeroporto internazionale di Maiquetía, che ora è diventato un simbolo di speranza per la diaspora venezuelana.

 

Ci sono più di cento esempi, e la loro varietà è sorprendente: si va dalle sale da concerto alle banche, dalle chiese alle barche, dagli stadi ai giardini…

 
Carlos Cruz-Diez con la sua macchina fotografica, San Francisco de Yare, Stato di Miranda, Venezuela, 1952 (foto) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez con la sua macchina fotografica, San Francisco de Yare, Stato di Miranda, Venezuela, 1952 (foto) / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

8. Ultima domanda, quali altri artisti hanno influenzato Cruz-Diez?

 

Mio padre prediligeva un approccio scientifico nei confronti dell’arte; come tale, era molto curioso e studiava tutta la storia dell'arte e gli artisti che ne hanno cambiato il corso. Ammirava profondamente Velázquez per il suo uso innovativo dello spazio, perché spingeva i limiti della prospettiva oltre la tela; gli Impressionisti per la loro ricerca sulla qualità mutevole della luce, grazie alla quale è stata introdotto in pittura il concetto del passare del tempo; ma anche i teorici del colore come Chevreul, Newton, Goethe, Itten, Albers e molti altri. Ha studiato tutti i loro scritti e le loro conclusioni per costruire le proprie teorie sul colore. A sua volta, nel corso dei suoi quasi 96 anni di vita, ha avuto il privilegio di incontrare giovani artisti che sono stati influenzati dal suo lavoro e dalle teorie del colore. Con alcuni di loro ebbe anche la possibilità di incontrarsi e scambiare idee. Anche se non voleva avere epigoni, ha sempre sperato di aver aperto la porta a nuove realtà e concetti che potessero essere preziosi per le giovani generazioni di artisti, come i pittori più anziani lo erano stati per lui. Come tale, direi che questo è il suo lavoro più importante: il suo contributo alla storia dell'arte e il cambiamento permanente che ha operato nel modo in cui percepiamo il colore.

 

 

Carlos Cruz-Diez allo studio grafico della rivista Momento, Caracas, Venezuela, 1957 (foto b/n) / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images
Carlos Cruz-Diez allo studio grafico della rivista Momento, Caracas, Venezuela, 1957 (foto b/n) / Atelier Cruz-Diez, Parigi, Francia / © Courtesy of Atelier Cruz-Diez Paris / Bridgeman Images

 

La Cruz-Diez Art Foundation

 

La Fondazione Cruz-Diez è un'organizzazione no-profit impegnata a promuovere lo studio e l'opera di Carlos Cruz-Diez. Creata a Houston, USA, nel 2005 su iniziativa dell'artista e della sua famiglia, la Fondazione Cruz-Diez assicura continuità e trasmissione dell'eredità di Cruz-Diez attraverso ricerche, mostre e programmi educativi in tutto il mondo.

 

Desideriamo ringraziare Adriana Cruz Delgado per il suo contributo a questo articolo.

 
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